Il diritto successorio italiano offre una vasta gamma di strumenti per regolare la distribuzione del patrimonio di una persona al momento della sua morte. Tra questi, il legato in conto di legittima è un istituto peculiare, che consente al testatore di attribuire un determinato bene o diritto a un legittimario, imputandolo alla quota di legittima a lui spettante. Si tratta di una disposizione testamentaria che richiede un’attenta gestione per evitare conflitti tra gli eredi e garantire il rispetto delle norme sulla successione necessaria.

COS’È IL LEGATO IN CONTO DI LEGITTIMA?

Il legato in conto di legittima è una disposizione testamentaria con cui il testatore assegna a un legittimario (ad esempio un coniuge, un figlio o un ascendente) un bene specifico, imputandolo alla quota minima del patrimonio che la legge riserva a tale legittimario, ovvero la cosiddetta quota di legittima.
Attraverso questa forma di legato, il testatore può:

  1. Individuare un bene specifico o un diritto che desidera attribuire a un legittimario.
  2. Fare in modo che tale attribuzione sia conteggiata nella quota di legittima spettante al beneficiario.

Questo meccanismo permette di pianificare la successione in modo dettagliato, bilanciando la libertà testamentaria con la tutela dei diritti dei legittimari.

 

DISCIPLINA NORMATIVA RELATIVA AL LEGATO IN CONTO DI LEGITTIMA

La disciplina del legato in conto di legittima è ricavabile dagli articoli del Codice Civile che regolano i legati (artt. 649-661 c.c.) e la successione necessaria (artt. 536-564 c.c.). Il principio chiave è che, nel caso di legato in conto di legittima, il valore del bene assegnato deve essere computato nella quota riservata al legittimario. Se il valore del legato supera la quota spettante al legittimario, la parte eccedente è imputata alla quota disponibile, ovvero quella parte del patrimonio di cui il testatore può liberamente disporre.

 

CARATTERISTICHE DEL LEGATO IN CONTO DI LEGITTIMA

  1. Imputazione alla legittima: Il legittimario beneficiario del legato deve imputare il valore del bene alla sua quota di legittima. Se il valore del bene assegnato è inferiore alla quota spettante, ha diritto a ricevere il conguaglio.
  2. Valutazione del bene: La stima del valore del bene oggetto del legato avviene al momento dell’apertura della successione, ovvero alla data della morte del testatore.
  3. Compatibilità con la legittima: Il testatore non può assegnare con un legato beni che ledano i diritti degli altri legittimari. In caso di lesione, questi ultimi possono agire con l’azione di riduzione per ottenere la reintegrazione della propria quota.

 

DIFFERENZA TRA LEGATO IN CONTO DI LEGITTIMA E LEGATO IN SOSTITUZIONE DI LEGITTIMA

È importante distinguere il legato in conto di legittima dal legato in sostituzione di legittima.

  • Legato in conto di legittima: Il bene assegnato con il legato viene imputato alla quota di legittima spettante al legittimario. Se il valore del bene è insufficiente, il legittimario può richiedere il conguaglio.
  • Legato in sostituzione di legittima: In questo caso, il legittimario accetta il bene attribuito come unico diritto ereditario, rinunciando a reclamare ulteriori diritti sulla legittima. Questa tipologia di legato è vincolante solo se il legittimario accetta esplicitamente il legato, rinunciando alla legittima.

ESEMPIO DI LEGATO IN CONTO DI LEGITTIMA

Immaginiamo che Tizio, testatore, disponga nel testamento quanto segue:
“Lascio a mio figlio Caio l’appartamento situato in via Roma, in conto della sua quota di legittima.”
Se il valore dell’appartamento è pari a 150.000 euro e la quota di legittima spettante a Caio è di 200.000 euro, Caio avrà diritto a ricevere un conguaglio di 50.000 euro, che sarà prelevato dal resto del patrimonio.
Al contrario, se il valore dell’appartamento supera la quota di legittima spettante a Caio, l’eccedenza sarà imputata alla quota disponibile.

 

RISCHI E CRITICITÀ DEL LEGATO IN CONTO DI LEGITTIMA

  1. Conflitti tra eredi: Se il valore del bene oggetto del legato è contestato, potrebbero sorgere litigi tra i legittimari, soprattutto quando si tratta di beni immobili o di valore difficilmente determinabile.
  2. Lesione della legittima: Se il legato eccede la quota disponibile, gli altri legittimari possono agire per ridurlo, chiedendo la reintegrazione delle proprie quote.
  3. Problemi nella liquidazione del conguaglio: Quando il bene assegnato è inferiore alla quota di legittima, potrebbe essere complesso reperire le risorse per soddisfare il conguaglio.

 

PIANIFICAZIONE TESTAMENTARIA E LEGATO IN CONTO DI LEGITTIMA

Il legato in conto di legittima è uno strumento utile per garantire una successione ordinata e conforme alle volontà del testatore. Tuttavia, la sua corretta applicazione richiede un’attenta pianificazione testamentaria. Per evitare contenziosi tra gli eredi, è consigliabile:

  • Rivolgersi a un notaio per redigere un testamento chiaro e dettagliato.
  • Effettuare una stima accurata dei beni oggetto di legato e del patrimonio complessivo.
  • Prevedere eventuali conguagli e specificare le modalità di pagamento nel testamento.

 

LEGATO IN CONTO DI LEGITTIMA

Il legato in conto di legittima è un istituto che consente al testatore di attribuire specifici beni ai legittimari, garantendo al contempo il rispetto delle quote di legittima previste dalla legge. Tuttavia, la sua applicazione può generare problematiche di natura tecnica e giuridica, soprattutto in caso di lesione dei diritti degli altri legittimari o di difficoltà nel calcolo del valore dei beni. Per garantire una successione serena e conforme alla legge, è fondamentale affidarsi a professionisti esperti in materia successoria, in modo da evitare conflitti e garantire che le volontà del defunto siano rispettate senza ledere i diritti dei legittimari.

 

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Si rimane a disposizione per qualsivoglia delucidazione al riguardo.

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Foto Agenzia Liverani