QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO
Il mantenimento dei figli è un obbligo sancito dagli articoli del Codice civile relativi alla responsabilità genitoriale (artt. 316 bis, 337 ter c.c.). La riforma del 2006 (legge n. 54/2006) ha reso più incisivo il principio di affidamento condiviso, introducendo nel comma 4 dell’art. 337 ter c.c. il concetto di mantenimento “diretto” da parte dei genitori. Secondo la norma: “Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità…”
COS’È IL MANTENIMENTO DIRETTO
Il mantenimento diretto consiste nella copertura immediata e diretta delle spese ordinarie del figlio (vitto, alloggio, abbigliamento, scuola, attività extrascolastiche) da parte del genitore con il quale il minore convive o trascorre la maggior parte del tempo .
FINALITÀ E RILEVANZA
- A garanzia delle esigenze quotidiane del figlio, da integrare con l’altro genitore se la frequentazione è paritaria, ma il reddito è diverso
- Ritenuto preferibile dalla legge, ma spesso non pratico né prevalente, soprattutto in presenza di alta conflittualità o affidamento esclusivo.
COS’È IL MANTENIMENTO INDIRETTO (ASSEGNO PERIODICO)
Il mantenimento indiretto si concretizza nella corresponsione di un assegno periodico da parte del genitore non collocatario o con reddito superiore, destinato a supportare le spese sostenute dall’altro genitore per il figlio.
CRITERI DI CALCOLO
La Corte di Cassazione ha indicato che il calcolo deve tener conto di:
- esigenze attuali del minore;
- tenore di vita pre- separazione;
- tempi di permanenza;
- risorse economiche di entrambi i genitori;
- valore economico dei compiti di cura svolti (art. 337 ter c.c.).
MODALITÀ APPLICATIVE
- In caso di affidamento paritario, si calcola il costo giornaliero del minore sulla base del reddito complessivo, moltiplicato per i giorni trascorsi con ciascun genitore.
- In presenza di redditi diversi, il genitore con maggiori mezzi può integrare il contributo del collocatario affinché lo standard di vita sia uniforme.
QUANDO SI APPLICANO ENTRAMBE LE FORME
Il sistema consente:
- Mantenimento diretto: dal genitore collocatario;
- Indiretto: come integrazione necessaria al mantenimento quotidiano, per rispettare il principio di proporzionalità.
Il giudice, valutata la litigiosità tra i genitori, può scegliere modalità miste o preferire l’aspetto monetario, quando la diretta risulta poco funzionale o conflittuale.
CRITICITÀ E VALUTAZIONI GIURISPRUDENZIALI
PREFERENZA AL MANTENIMENTO DIRETTO
Il legislatore lo ritiene prevalente, ma la giurisprudenza ritiene più efficace l’assegno periodico, anche se solo come integrazione.
CONFLITTUALITÀ OSTATIVA
Alta conflittualità o organizzazione familiare frammentata giustificano il rifiuto del mantenimento diretto.
VALORIZZAZIONE DEI COMPITI DI CURA
Il tribunale può attribuire un valore patrimoniale a compiti come assistenza scolastica, cura del minore o attività extrascolastiche.
OBBLIGO DEL FIGLIO MAGGIORENNE
Secondo la Corte di Cassazione n. 17183/2020, il figlio maggiorenne deve attivarsi per l’indipendenza economica. Il mantenimento può essere revocato se il figlio non cerca lavoro o è volontariamente inattivo.
ASPETTI PROCEDURALI
SEDE CIVILE
Il genitore collocatario può chiedere:
- Assegno periodico (indiretto) o
- Integrazioni nel mantenimento diretto secondo i criteri di proporzionalità.
VERIDICA E REVISIONE
È possibile richiedere la revisione dell’assegno in caso di sopravvenute variazioni economiche o aumento delle esigenze del minore (es. cure, cambio scuola, ecc.).
MANTENIMENTO DIRETTO E INDIRETTO DEI FIGLI – CONSIGLI
- Il mantenimento diretto resta una norma di principio, ma operativo solo con buona organizzazione e collaborazione.
- Il mantenimento indiretto è la soluzione concreta e prevalente, soprattutto in contesti di affidamento condiviso con redditi asimmetrici.
- Il calcolo proporzionale, basato su redditi, tempi di permanenza e costi familiari, è essenziale.
- In presenza di conflitti o organizzazione familiare complessa, l’assegno periodico è preferibile alla gestione diretta.
- Documentare ogni spesa (scuola, attività, cure) e aggiornare costantemente il giudice in caso di variazioni.
- Incoraggiare il figlio maggiorenne a cercare lavoro per onorare il suo ruolo nel percorso verso l’autonomia.
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Si rimane a disposizione per qualsivoglia delucidazione al riguardo.
Per conoscere i servizi che si offrono, di seguito il link alla pagina relativa al Diritto di famiglia e dei minori.
Foto Agenzia Liverani