Il calcolo dell’assegno di mantenimento è una questione cruciale nelle separazioni e nei divorzi, poiché determina l’equilibrio economico tra le parti coinvolte, garantendo il sostegno necessario al coniuge economicamente più debole e, soprattutto, ai figli.
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
La disciplina dell’assegno di mantenimento trova fondamento negli articoli 143, 156 e 337-ter del Codice Civile, nonché nelle norme sulla separazione e sul divorzio previste dalla Legge 1 dicembre 1970, n. 898 (modificata successivamente da varie riforme). La recente giurisprudenza della Corte di Cassazione ha inoltre contribuito a delineare i criteri applicativi in materia di assegno di mantenimento.
DIFFERENZA TRA ASSEGNO DI MANTENIMENTO E ASSEGNO DIVORZILE
È importante distinguere tra:
- Assegno di mantenimento: viene disposto durante la separazione e mira a garantire il sostegno economico del coniuge e dei figli.
- Assegno divorzile: viene stabilito al termine del divorzio e ha una funzione assistenziale, compensativa o perequativa.
CHI HA DIRITTO ALL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO?
L’assegno di mantenimento può essere riconosciuto:
- Al coniuge economicamente più debole, se non ha redditi sufficienti per mantenere il precedente tenore di vita e non è responsabile della separazione.
- Ai figli, in base al principio della bigenitorialità e della proporzionalità tra i redditi dei genitori.
CRITERI DI CALCOLO DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO
Il calcolo dell’assegno di mantenimento non è stabilito da una formula fissa, ma viene determinato caso per caso dal giudice sulla base di diversi fattori, tra cui:
- Reddito di entrambi i coniugi: lo squilibrio economico tra i due coniugi è un elemento essenziale.
- Tenore di vita durante il matrimonio: il mantenimento deve permettere al coniuge beneficiario di conservare, per quanto possibile, lo stile di vita precedente.
- Esigenze dei figli: l’importo deve coprire tutte le spese ordinarie e straordinarie necessarie per il loro sostentamento e benessere.
- Contributo fornito da ciascun coniuge alla vita familiare: si considerano anche i sacrifici economici, come la rinuncia alla carriera per la gestione familiare.
- Durata del matrimonio: un’unione più lunga può influenzare l’importo dell’assegno.
MODALITÀ DI PAGAMENTO
L’assegno di mantenimento può essere corrisposto in diverse modalità:
- Versamento mensile: soluzione più comune.
- Una tantum: pagamento in un’unica soluzione, possibile solo in caso di divorzio.
- Assegnazione di beni: ad esempio, il diritto di abitazione su un immobile.
RICALCOLO E REVISIONE DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO
L’assegno può essere modificato nel tempo in base a cambiamenti delle condizioni economiche dei coniugi. La revisione può avvenire su richiesta della parte interessata e può portare a un aumento, una riduzione o l’annullamento dell’assegno.
CALCOLO DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO
Il calcolo dell’assegno di mantenimento è un processo complesso che tiene conto di diversi fattori economici e personali. Per ottenere un risultato equo, è consigliabile affidarsi a un avvocato esperto in diritto di famiglia, che potrà guidare nella determinazione dell’importo e nella gestione degli eventuali contenziosi.
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Si rimane a disposizione per qualsivoglia delucidazione al riguardo.
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Foto Agenzia Liverani